http://youcut.blogspot.com L'unica donna qui presente al Restare Uomini Insieme, il gruppo di sostegno dei malati di cancro testicolare, questa donna soccombe al peso di uno sconosciuto e i suoi occhi s'incrociano con i miei. Imbrogliona. Imbrogliona. Imbrogliona. Capelli corti nero opaco, occhi grandi come quelli dei cartoni animati giapponesi, magra come una garza, lattiginosa nel suo vestito con un motivo di rose scure come di tappezzeria, questa donna era anche nel mio gruppo di sostegno ai tubercolotici di venerdì sera. Era alla mia tavola rotonda sul melanoma di mercoledì sera. Lunedì sera era al mio gruppo leucemici dei Fermi Credenti. La scriminatura al centro dei capelli è una folgore storta di cute bianca. Con lei che mi guarda, io sono un bugiardo. Lei è un'imbrogliona. La bugiarda è lei. Alle presentazioni questa sera ci siamo presentati: io sono Bob, io sono Paul, io sono Terry, io sono David. Io non do mai il mio vero nome. «Questo è cancro, giusto?» ha chiesto. Poi ha detto: «Be', ciao, io sono Marla Singer». Nessuno ha mai detto a Marla che tipo di cancro. Poi ci siamo dati tutti da fare a coccolare il nostro bimbo interiore. L'uomo piange ancora sul suo collo. Io guardo Marla tra l'una e l'altra tetta tremolante di Bob. Per Marla io sono un impostore. Dalla seconda volta che l'ho vista non dormo più. Comunque il primo imbroglione sono stato io, a meno che tutta questa gente non faccia finta con le loro lesioni e le loro tossi e i loro tumori, persine Big Bob, l'alce buono. Il mollaccione. Guarda quei capelli scolpiti che ha. Ora Marla alza gli occhi. In questo preciso momento la menzogna di Marla riflette la mia menzogna e io non vedo altro che menzogne. Nel mezzo di tutta la loro verità. Tutti che si stringono e arrischiano a condividere la loro paura peggiore, che la morte gli stia piombando addosso e che abbiano una canna di pistola premuta contro il collo. Be', Marla alza gli occhi al soffitto e io sono qui sepolto sotto un tappeto singhiozzante e tutt'a un tratto persino la morte e l'agonia scendono al rango di contorno senza importanza. «Bob» dico, «mi schiacci.» Cerco di bisbigliare, poi non lo faccio. «Bob.» Cerco di tenere la voce bassa, ma sto gridando. «Bob, devo andare al cesso.» C'è uno specchio appeso sopra il lavabo in bagno. Se lo schema regge, vedrò Marla Singer all'Ai di Sopra e Oltre, il gruppo delle disfunzioni cerebrali. Marla sarà là. Certo che Marla sarà là e quello che farò io sarà sedermi accanto a lei. E dopo le presentazioni e la meditazione guidata, le sette porte del palazzo, la sfera di luce bianca guaritrice, dopo che avremo aperto i nostri chakra, quando sarà il momento di abbracciarsi, afferrerò quella troietta. Le sue braccia strette strette contro i suoi fianchi e le mie labbra schiacciate contro il suo orecchio, dirò: Marla, imposterà che non sei altro, vattene. Questa è la sola cosa autentica della mia vita e tu la stai mandando in malora. Turista che non sei altro. La prossima volta che ci vediamo, le dirò: Marla, non riesco a dormire con te qui. Ne ho bisogno. Vattene.
Added: Aug 18, 2008; Author: ahohenzollern; Duration: 7:32; Views: 545' favoriteCount='2
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